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GWR per il vestito da sposa più “viaggiato” del mondo

Joana e André si sono sposati due anni fa. Ogni volta che vanno in vacanza, portano il vestito da sposa per una sessione fotografica in ogni continente. Possono entrare nel Guinness World Records con il vestito più “viaggiato” del mondo. Scrive l'”Observador”, giornale online portoghese, venerdì 23 febbraio 2018.

Il testo dell’intervista, pubblicato sulla suddetta piattaforma e che diffondiamo ora qui con le dovute cure, prosegue cosi: “Il primo viaggio che Joana e André fecero assieme risale al 2008, quando avevano ancora 15 anni ed erano al primo anno di liceo. Si fidanzarono nell’adolescenza, sebbene il destino li avesse già fatti incontrare molto prima: i due andarono sempre assieme a scuola a Moimenta da Beira, nel nord della provincia di Viseu. Quando si sposarono, nel 2016, non ci credevano che il momento che avevano pianificato per tutto un anno era svanito in così poche ore. Per questo, decisero di prolungarlo: ogniqualvolta che avessero viaggiato, si sarebbero ri-vestiti da sposi e avrebbero fatto una sessione fotografica. Ora sono gli “Honeymooners” e sono candidati al Guinness World Records con il vestito da sposa più “viaggiato” del mondo.

Joana e André crebbero assieme, spiega la farmacista Joana all’Osservatore: “Abbiamo fatto le medie assieme con indirizzi differenti, poi all’università fino al periodo in cui André si trasferì a Parigi”. Niente, neanche la distanza, li ha indeboliti: per fortificare il legame, entrambi si accordarono per vivere delle avventure assieme. La più grande di tutte, intanto, arrivò quando Joana Salgueiro si laureò: durante l’ultima delle “serenate universitarie”, André Santos la chiese in sposa. Il 7 di maggio del 2015 lei accettò. Ed esattamente un anno più tardi, arrivò il giorno di nozze.

Durante quell’anno, i due vissero intensamente la pianificazione del matrimonio. Anche se erano abituati a pianificarsi i viaggi da soli, senza appoggiarsi alle agenzie, questa fu una sfida differente: “Noi siamo abituati a fare tutto assieme. Io non vado a fare shopping con le amiche, ci vado solamente con André. Ed è con me che lui va a calcio.”, dice Joana spiegando la dinamica della coppia.

La cosa più difficile fu il momento in cui lei dovette comprare il vestito da sposa e lui il vestito – l’uno senza l’altra e viceversa: “Andai alla Pronovias di Oporto a comprare il vestito accompagnata da mia mamma, mia sorella e la mia madrina, come detta la tradizione. E vedevo che mi era difficile spiegargli come era il vestito, ero in difficoltà! Mi sono fatta persino mostrare da lui i vestiti che non gli piacevano affatto per avere la certezza di aver scelto bene“, racconta Joana ridendo.

La cosa non fu più facile per André: mentre Joana comprò il vestito a gennaio, appena cinque mesi prima del matrimonio, lo sposo lo comprò solo all’inizio di aprile. Per lo meno così pensa la sposa: “Dovrebbe averci messo di più, per rischiare meno la tentazione di mostrarmelo. Mi ha pure detto che non sapeva come facevo a resistere tanto tempo con quel segreto“, ricorda lei.

Nel giorno delle nozze, Joana era rilassata. André non chiuse occhio tutta la notte e passò tutto il tempo nervoso. Tutto successe secondo i piani: ad André piacque il vestito di Joana e a lei piacque quello di André. Neanche l’allerta per il brutto tempo, che scattò lo stesso 7 maggio 2016, che obbligò tutti gli invitati a permanere all’interno del salone di ricevimento riuscì a rovinare l’evento: “I nostri amici ci dissero che è stato il matrimonio più bello a cui avevano mai assistito, e che non si erano per niente annoiati, come di solito succedeva“. C’era solo un problema: tutto era passato troppo velocemente. Un anno di pianificazione si era trasformato in poche ore volate di fretta. Per questo, decisero di prolungare le nozze il più che potessero.

Joana e André non si appoggiarono a qualche aiuto esterno per organizzare la luna di miele perché erano abituati a viaggiare nell’avventura: l’entusiasmo era tanto che, quando rientravano a casa, facevano una specie di riunione con gli amici e la famiglia per raccontare tutte le peripezie che avevano vissuto. Quando decisero poi di aprire un blog per raccontarle a tutte le persone, iniziarono anche ad utilizzare altre reti sociali per mostrare l’avventura in cui si erano imbarcati: iniziarono a trasportare i vestiti del matrimonio con loro, per fare una sessione fotografica in ogni continente in cui sarebbero passati. Il progetto ebbe tanto successo che i due lo hanno portato al livello seguente: lo trasformarono in un record. “Quando andremo in Africa e nell’Oceania, i continenti mancanti, farò il conteggio dei chilometri che il vestito ha percorso. E poi andremo a candidarci al Guinness.”

Il luogo più rilevante in cui sono stati fu in India: “Vedere una sposa occidentale nel Taj Mahal è una cosa rarissima. Fu curioso vedere che, nonostante i contesti culturali, sociali e religiosi siano molto differenti, tutto questo smette di essere un ostacolo perché il comune denominatore è sempre l’amore“, ci racconta Joana. All’uscita dal monumento, c’erano decine di persone che applaudivano. Ma una di queste ci ha segnato in modo speciale: “Un signore si avvicinò a noi e ci chiese se fossimo già sposati. Poi chiese ad André di dargli un consiglio: ‘Se vuoi che la tua donna ti tratti come un principe, devi trattarla come una principessa.”

Ci furono altri luoghi interessanti: Joana e André ballarono e girarono con il Cadillac nelle strade dell’Havana, salirono le montagne gelate delle Alpi e passarono nell’ostile deserto di Atacama. Quest’ultimo fu l’unico in cui André si responsabilizzò anche dello scatto fotografico: in tutti gli altri luoghi, gli sposini contattano dei fotografi locali che li introducono ai luoghi turistici e si responsabilizzano per la sessione fotografica.

La prossima meta è São Tomé e Príncipe, il paese scelto per i follower della pagina “Honeymooners” in Instagram attraverso una votazione – è la prima volta che gli sposi relegano ai follower la scelta della destinazione del loro viaggio. Joana è farmacista e André lavora nell’area di esportazione per l’azienda di famiglia, per questo motivo entrambi stanno mettendo da parte i soldi per le prossime vacanze. Per ora, i due necessitano di riposo: Joana soffre di endometriosi ed è stata sottoposta ad un trattamento di cui è ancora in fase di recupero: ” è una malattia di cui vorrei parlare ai miei follower, perché si ripercuote indubbiamente sulla vita della donna e può avere delle conseguenze sul benessere e sulla fertilità“. Pur stando così le cose, la riabilitazione sta andando bene: “Tutte le cose importanti della mia vita succedono nel giorno 7 del mese, perciò anche questa volta andrà tutto bene.”

Potete seguire le avventure di André e Joana attraverso le reti sociali – Facebook e Instagram. Alcune fotografie sono disponibili nel link:
http://www.cm-moimenta.pt/frontoffice/pages/1220?news_id=1196

tradotto da Catarina Marques

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