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“Toi et moi”: storia di un fidanzamento stravagante

 

Lungo i secoli, gli anelli di fidanzamento dei reali hanno dettato la moda. Uno degli anelli che più ha influenzato in questo senso gli amanti del XIX secolo fu quello dato da Napoleone a Giuseppina, tutt’ora atipico e originale.

Quando Napoleone Bonaparte incontrò Giuseppina di Beauharnais nel 1795, essi sembravano tutt’altro che destinati a diventare i protagonisti di un’incredibile storia d’amore. Napoleone infatti era fidanzato con Desirée Clary; Giuseppina (il cui marito era morto durante il Terrore) era impegnata con Paul Barras. E oltre a questo, Giuseppina era sei anni più vecchia di Napoleone, in più era vedova con due figli. I due però si innamorarono tanto appassionatamente che né le precedenti relazioni, né le obiezioni familiari poterono separarli.

Per festeggiare il fidanzamento, Napoleone si dice che abbia offerto a Giuseppina l’anello cosiddetto toi et moi, con due pietre a forma di goccia incassate, una di zaffiro e una di diamante. Fu una spesa stravagante per un militare che non aveva ancora scalato le altezze imperiali. La coppia si sposò nel 1796, ma la loro relazione fu dannata. Entrambi erano infedeli, e dopo che Napoleone diventò imperatore, l’impossibilità da parte di Giuseppina di dargli un’erede fu la goccia che fece traboccare il vaso. Divorziarono nel 1810, anche se entrambi continuarono ad amarsi. Quando Napoleone morì, il nome di Giuseppina fu la sua ultima parola.

Giuseppina lasciò l’anello a sua figlia Ortensia, che in fretta diventò la regina di Olanda con il suo matrimonio con il fratello di Napoleone, Luigi Bonaparte. Per due secoli, l’anello rimase alla famiglia estesa dei Bonaparte. Il figlio di Ortensia, Napoleone III di Francia, lo ereditò da sua madre; il suo unico figlio, il Principe dell’Impero, morì senza discendenti, quindi l’anello passò a Victor (il nipote del fratello di Napoleone, Jerome Bonaparte). L’anello fu venduto all’asta nel 2013 con il patrimonio appartenente a Vittorio e sua moglie, la principessa Clementine del Belgio. Nella foto qui sopra, potrete vedere che l’anello rimane in una scatola di un gioielliere belga, Altenloh, che lavorò per la famiglia reale del Belgio.

L’anello fu venduto da Osenat, una casa dell’asta francese. Curiosamente, i banditori della casa d’aste decisero di determinare il prezzo dell’asta per l’anello basato unicamente sui materiali e sul design dell’anello, deliberatamente non annunciando la provenienza imperiale dell’oggetto, anche se la vicinanza alla famiglia dei Bonaparte fu pesantemente accennata. L’asta cadde anche nel 250esimo anniversario del compleanno di Giuseppina, quindi dovrebbe essere stato presentato non proprio come una sorpresa. L’alta stima prevista di 20.000 dollari fu abbattuta: quando il martello fu battuto, l’anello arrivò a valere circa 950.000 dollari.

 

articolo pubblicato da www.thecourtjeweller.com, tradotto da Catarina Marques